Strage di Parigi: cui prodest?

  Di Stefano Zecchinelli per L’Interferenza.info 1. Il linguista statunitense Noam Chomsky illustrando le strategie della manipolazione mediatica, scrive: ‘La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi … Leggi tutto “Strage di Parigi: cui prodest?”

L’ipocrisia fa venir la nausea, e quando é troppa alla fine si vomita.

E’ vero che Charlie Hebdo rappresenta i valori occidentali. Ma i peggiori valori occidentali, il peggiore é sicuramente l’ipocrisia. L’ipocrisia non é solo dei vertici dei principali media prezzolati dal potere, ma anche degli sfortunati vignettisti fucilati. Nel 1948 ai palestinesi viene proposto un accordo che nessun palestinese sano di mente avrebbe mai potuto accettare, ma ci hanno detto che sono degli integralisti che non accettano il dialogo. Allora vai giù con espropri e massacri. Nel 1953 le elites del petrolio con la collaborazione del governo americano e inglese mettono a capo dell’Iran lo Scià di Persia che lascia il suo popolo nella miseria e concede alle 7 sorelle di portare via tutto l’oro nero iraniano senza far vedere mezzo … Leggi tutto “L’ipocrisia fa venir la nausea, e quando é troppa alla fine si vomita.”

SVEGLIARSI CONVIENE

Globalizzazione, tra sogni altrui e incubi quotidiani Secondo il filosofo Fernando Savater “La realtà è ciò che oppone resistenza” e la nostra quotidianità lo dimostra. Il rapporto Censis 2014 arriva a certificare quasi 8 milioni tra disoccupati ed inattivi. Eppure “L’Italia uscirà presto dal tunnel”, avete mai sentito queste parole? Il Sogno americano si è tramutato in incubo globale. Per l’altra sua declinazione europea, i 25 milioni di disoccupati (al 7.2014) dovrebbero già dare la giusta proporzione al dramma che stiamo vivendo. Altra partita è quella dei precari e dei sottoccupati, altri milioni a carrettate già nel mattatoio del Mercato libero. Fino a qualche anno fa, persino le enciclopedie facevano fatica a definire la mondializzazione in progress: “interconnessione di…, integrazione … Leggi tutto “SVEGLIARSI CONVIENE”

su i “terroristi”

In questo articolo mi propongo di affrontare la questione dei “terroristi”, ricorrendo a un precedente storico a noi molto vicino. L’unità d’Italia. Cosa centra il Risorgimento italiano con il terrorismo, direte voi. Punto per punto cercherò di rispondervi. Partiamo dalla pagina più emblematica delle guerre di indipendenza: la conquista del Sud. Il Sud costituiva allora il “Regno delle Due Sicilie” con capitale a Napoli. Era guidato dai Borbone, che si erano insediati nuovamente sul trono dopo la breve parentesi napoleonica. Il regno, libero e indipendente fin dal 1734, era prospero con un debito pubblico minimo, notevoli riserve auree, grandi opere civili in corso e le tasse più leggere d’Europa. Non solo. La sua flotta era seconda in Europa solo a … Leggi tutto “su i “terroristi””

Ordem e Progresso: Il capitalismo globale all’assalto del Brasile

L’articolo di questa settimana riguarda un paese meraviglioso, in cui si sono da poco svolte delle elezioni cruciali: il Brasile. In questo momento il continente sud americano è sotto attacco perché costituisce una terra ricca di risorse e un faro di socialismo nel mondo. Pur con le dovute contraddizioni pensiamo all’Argentina (preda dell’avida ferocia del FMI), al Venezuela e ai risultati delle recenti elezioni in Uruguay, Bolivia e Brasile. Non solo. Pensiamo al Mercosur, mercato comune del Sud America e, ancor più all’ unione delle nazioni sud americane (UNASUD) nata nel 2008 e che si è data questi ambiziosi obiettivi: – eliminare tutti i dazi doganali per i prodotti comuni entro il 2014; – eliminare tutti i dazi doganali per … Leggi tutto “Ordem e Progresso: Il capitalismo globale all’assalto del Brasile”

Immigrazione e globalizzazione

E’ chiaro a tutti come l’immigrazione sia sbandierata su tutti i quotidiani come un grave problema per la nostra fragile economia. Come sempre la nazione italica, plasmata a immagine e somiglianza del fanatismo calcistico, si divide in due schieramenti. La xenofobia o l’amore acritico per una società multiculturale. Così, come sempre, si celebrano riti pubblici attraverso cui alcuni partiti politici si dichiarano pionieri nella lotta ai “mori invasori”, suscitando le ire della fazione avversaria, anche questa “arruolata” da altri partiti politici, che sostiene che l’immigrazione e la conseguente società multiculturale e multietnica siano di per sé un bene. Tuttavia, la questione credo meriti di essere analizzata con più spirito critico. Innanzitutto va valutato il dato oggettivo che spesso guerre e … Leggi tutto “Immigrazione e globalizzazione”

Hollywood: Obama contro Putin

I film sono solo finzione. Ma visto che è impossibile comunicare senza un contenuto, in ognuno di essi c’è un punto di vista. Talvolta tale punto di vista può diventare un messaggio, consapevolmente o meno. Un film da poco uscito nelle sale mi ha colpito per una serie davvero stupefacente di “coincidenze”, che prese insieme concorrono a formare un messaggio inquietante, sia che fosse nelle intenzioni dell’autore o meno. Il film di cui parlo, si chiama “The Equalizer, – Il Vendicatore”. Dal principio ha attirato la mia attenzione il fatto che il protagonista, il “Buono”, sia interpretato da un Danzel Washington molto simile a Obama e che il “cattivo”, sia il mafioso russo Wladimir Pushkin, il cui nome suona molto … Leggi tutto “Hollywood: Obama contro Putin”

Nel tempo dell’alienazione globale

Inizio la mia avventura con Vox Populi armato di molta speranza e determinazione. E’ un esperienza triste e dolorosa, certamente comune a molti lettori, quella di vivere in un mondo che pare assuefatto alle menzogne di cui è nutrito. E’ doloroso sbattere contro le resistenze delle persone, che fanno di tutto pur di non uscire dalla zona di comfort delle loro esistenze, con le loro narrazioni coerenti, con la loro ricerca di identità e con la loro ricerca di tranquillità (borghese, si sarebbe detto un tempo). E’ triste constatare come la maggioranza delle persone, continui a non vedere la manipolazione e l’alienazione a cui è sottoposta, sforzandosi con tutta se stessa di diventare “massa”, di abdicare alla responsabilità e alla … Leggi tutto “Nel tempo dell’alienazione globale”

1 a 25

Se la partita fra Israeliani e Palestinesi si vincesse col numero dei morti…beh i Palestinesi starebbero stravincendo: 25 a 1. Questa è la conta, più o meno esatta. E questi giorni di raid israeliani hanno fatto circa 100 morti e 600 feriti. Quindi ci siamo, 3 ragazzi israeliani uccisi e 100 palestinesi morti sotto i bombardamenti. Siamo a 1 contro 33. Questa non è una guerra. I media che trattano l’argomento come una guerra dovrebbero vergognarsi. Qualcuno che difende Israele lo fa perché i media gli dicono che quella é una guerra. Vorrei vedere se tutti sapessero la verità come si comporterebbero. Non credo cambierebbe molto. Perché tanto i Pelestinesi son negri, e gli Israeliani alla fine ci assomigliano un … Leggi tutto “1 a 25”

La vittoria più grande

La vittoria più grande del Neoliberismo è l’accettazione dei suoi principi da parte di coloro che da esso vengono oppressi. Quando una ragazza di 20 anni che guadagna 800€ al mese, ed il suo stipendio è il secondo e ultimo di una famiglia di 5 persone, all’interno di un ufficio si schiera con il capo contro una sua pari, per tenersi stretto il suo posto di lavoro.. è perché lei accetta la sua condizione. Il valore del lavoro, inteso come diritto fondamentale, lei non lo conosce.. nessuno glielo ha mai insegnato. Perchè se lo conoscesse si schiererebbe con la sua collega contro il suo capo. Lei crede che il lavoro sia merce, che ti danno quello perché il mercato dice … Leggi tutto “La vittoria più grande”