KAZAKIS (EPAM): IL FASCISMO AL SERVIZIO DEI MERCATI

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni del grande economista Dimitris Kazakis, Presidente di EPAM,  il più grande partito sovranista della Grecia.


IL FASCISMO AL SERVIZIO DEI MERCATI

di Dimitris Kazakis (*)

Giorni di ottobre 1922 rivive l’Italia. Allora il garante della Costituzione sovrano Vittorio Emmanuele III costringe il primo ministro Luigi Facta a dimettersi e il 29 ottobre conferisce l’ incarico di formare un governo al fascista Mussolini, il cui partito fascista aveva soltanto due seggi al parlamento.

Insieme all’incarico fu rimesso nelle mani dei fascisti tutto lo stato. L’intero apparato statale, l’esercito e la giustizia. Erano favorevoli tutti i partiti borghesi, i quali hanno così voluto impedire ai socialisti di arrivare al potere. Tutto questo perchè? Per servire i grandi interessi economici.

Lo stesso sta accadendo oggi in Italia. La scena può esere diversa, diversi i costumi e i protagonisti. Ma lopera è la stessa. I registi e i soggettisti, e gli stessi interessi.

Questa volta non è il re a calpestare la Costituzione per «salvare la nazione», ma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale calpestando le espresse previsioni della Costituzione ha voluto investirsi di poteri imperiali. In modo del tutto arbitrario ha rifiutato di consentire alla formazione di governo composto dai partiti che avevano vinto alle elezioni di marzo 2018. E perchè? Perchè non era d’accordo con le idee che aveva esposto nei suoi libri il proposto ministro dell’economia Paolo Savona.

Questa volta il colpo di stato non era richiesto dall’imperativo di «salvare la nazione» come nel 1922, ma di salvare i mercati, gli speculatori e l’euro. Μattarella ha sfacciatamente calpestato la Costituzione, la quale non gli riconosce nessun diritto di giudicare e respingere ministri del governo, in collusione con Berlino e Bruxelles.

La Germania spera che l’Italia presto avrà un governo stabile e pro-europeo. Ciò ha dichiarato lunedì mattina Michael Roth, ministro tedesco incaricato degli affari europei. «Speriamo che l’Italia avrà presto un governo stabile e pro-europeo» ribadì Roth recandosi alla riunione dei ministri esteri a Bruxelles.

In questo modo Roth ha scoperto che la congiura contro la Costituzione e contro il verdetto delle elezioni in Italia va oltre le frontiere del paese. Da notare che la Germania del tutto apertamente suggerisce quel che si deve fare in Italia. Non che la Costituzione sia rispettata, ma che ci sia «presto un governo stabile e pro-europeo».

Mattarella, un cane fedele di Berlino e Bruxelles, ha provato che tutto era premeditato procedendo a una sconvenienza di più. Ha chiamato il Mussolini di oggi per incaricarlo di formare un «governo di tecnocrati». Si chiama Carlo Cottarelli, ex-quadro del FMI, fra i più accaniti sostenitori dell’euro e dei mercati. Il colpo di stato è compiuto.

Ora comincia la corsa per ottenere il sostegno parlamentare del «governo di tecnocrati». Dietro Cottarelli si schiera tutta la canaglia. Dai nostalgici di Mussolini e di Berlusconi fino al Vaticano e la Sinistra. Tutte le forze vitali della «nazione» dei mercati.

Comunque senza il contributo della Lega non ci sarà sostegno parlamentare a Cottarelli con i suoi «tecnocrati». Ma Mattarella, Bruxelles e Berlino se ne fregano. Sono disposti a procedere alla formazione di un governo di tecnocrati anche senza l’approvazione del Parlamento. Non sono così delicati da lasciare cose tanto serie, come lo stato dei mercati, gli spreads e l’euro alla buona volontà di coloro che sono stati eletti dai cittadini italiani.

L’ avventura del colpo di stato di ottobre 1922 e del potere fascista di Mussolini l’Italia la pagò caro con due decenni di sangue e di lacrime,con centinaia di migliaia di vittime . Senza tenere conto del fatto che il colpo di stato fascista in Italia è stato uno dei fattori fondamentali che hanno aperto la porta al macello della seconda guerra mondiale.

Oggi l’Italia viene spinta verso una nuova avventura, analoga a quella vissuta nel mezzo-guerra. Dietro, si nascondono gli stessi interessi e le stesse ambizioni imperiali.

Solo che questa volta non hanno bisogno di cappelli piumati, camicie nere, porpora e grandezze imperiali. Adesso non hanno più bisogno di nascondersi dietro a parate e invocazioni della «nazione».

Le cose sono semplici. I mercati e l’euro erano in pericolo a causa del voto dei cittadini italiani, così che i rappresentanti venduti di Bruxelles e di Berlino hanno assunto l’incarico di abolire la Costituzione. Anche le elezioni se necessario.

La sola domanda che rimane senza risposta è perchè Giuseppe Conte, professore di diritto, che aveva il mandato di formare un governo dopo l’accordo di cooperazione tra M5S e la Lega, ha rimesso il mandato? Perchè non lo ha tenuto nonostante e contro il presidente? Prchè non ha compiuto il suo dovere di procedere alla formazione del governo, a dispetto del disaccordo presidenziale?; Perchè non ha convocato il parlamento, affinchè il governo potesse essere giudicato in base alla fiducia?

Un tale modo di agire non avrebbe permesso a Mattarella di procedere a conferire l’incarico all’arrivista Carlo Cottarelli. Allora perchè i due partiti non hanno difeso in pratica il loro diritto di presentarsi al parlamento e chiedere il voto di fiducia? Cosa avrebbe fatto il Presidente? Avrebbe chiamato i militari?

Perchè non hanno esercitato il diritto che gli riconosce la Costituzione Italiana e hanno permesso a Mattarella di completare il colpo di stato? Vigliaccheria, incompetenza o opportunismo? Si vedrà nel futuro immediato.

Ad ogni modo, nessuno ha il diritto politico e morale di chiamare la gente, il popolo a togliere le castagne dal fuoco, quando lui stesso ha abbandonato la sua responsabilità di difendere la Costituzione in pratica.

Prima spetta ai capi di prendere rischi e poi chiedere al popolo di uscire sulle strade, non viceversa. A meno che tutto questo sia stato premeditato affinchè il popolo italiano venisse tradito dai capi del M5S e della Lega.

In ogni caso lo sapremo presto. Ad ogni modo una cosa è assolutamente sicura. La storia dell’Italia, e anche dell’Europa, dopo il colpo di stato di Mattarella ha girato pagina e il confronto è inevitabile. O i popoli si sbarazzeranno dell’euro, di tutto l’edificio del totalitarismo europeo dei mercati, oppure i mercati e i loro rappresentanti si sbarazzeranno dei popoli.

Αnche con la guerra se lo giudicano necessario. Inibizioni di tipo morale non esistono per loro, o meglio ne hanno meno dei loro predecessori fascisti di Mussolini.


29 Μaggio 2018  – (*) Dimitris Kazakis è Presidente di EPAM, Fronte Popolare Unito, Grecia

  • “IL FASCISMO AL SERVIZIO DEI MERCATI”- traduzione di Jorgos Malfas (settore rapporti internazionali, EPAM – articolo originale: https://epamhellas.gr/?p=76827)
  • Si ringrazia CHRISTINA POLICHRONOPOULOU

 

 

Un pensiero riguardo “KAZAKIS (EPAM): IL FASCISMO AL SERVIZIO DEI MERCATI”

  1. chi scrive si è dimenticato di dire che il prof savona è ul vice presidente dell,aspen del gruppo bilderberg di monti invece cottarelli è dell fmi, evocare il fascismo è per chi impone come ha fatto la lega i moderati non la pensa o cosi

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