Le risposte della maestra per farci voler bene al Neoliberismo

Questo articolo vuole spiegare come il nostro pensiero, il nostro modo di intendere il mondo, sia oggi influenzato quasi totalmente dall’informazione massmediatica. E di come quest’informazione sia quasi totalmente diretta dall’alto, dagli azionisti di maggioranza dei grandi gruppi editoriali.

Partiamo dal primo punto. Come fanno i giornali, la televisione, la radio e i film a influenzare il nostro pensiero?

Noi tutto il giorno e tutti i giorni vediamo, ascoltiamo e leggiamo informazioni provenienti dai mass media. La nostra opinione su un tema particolare o il modo che abbiamo di intendere la politica, la storia, l’economia e le dinamiche del mondo che viviamo, sono frutto di pensieri nostri, ma che elaboriamo sulla base di informazioni recepite da fonti esterne. Oggi sono di più le informazioni che recepiamo dai giornali, radio e TV che dalle relazioni sociali che abbiamo nella vita reale. La nostra opinione su un tema d’attualità deriva più dall’insieme d’informazioni che abbiamo collezionato individualmente piuttosto che dal dibattito e il confronto con amici e conoscenti. E a loro volta, tutte le persone con cui ci relazioniamo, recepiscono le stesse informazioni dalle stesse fonti ed elaborano i lor pensieri in base a ciò che ascoltano, leggono e vedono nei mezzi di comunicazione di massa.

Per capire cosa sia il “frame” potete guardare questa intervista a Marcello Foa, che spiega bene e in dettaglio cosa siano. In breve, un frame è un concetto che viene spinto dai mass media per influenzare l’opinione delle masse, al fine che quest’ultime possano legittimare alcune scelte politiche finalizzate al conseguimento di determinati obbiettivi, di cui però esse sono all’oscuro. Ad esempio, le oligarchie anglosassoni che oggi governano l’intero Occidente, temono la Russia degli ultimi 15 anni. Oltre ad essere tornata la potenza militare di un tempo, rappresenta soprattutto un modello economico-sociale di stampo statalista, alternativo al Neoliberismo e al globalismo; le ideologie diventate ormai sistemi di governo in tutto l’occidente. Che fare allora per screditare una rinata potenza economico-mlitare rivale agli occhi della propria opinione pubblica? Basta creare dei frame ben studiati e usare tutta la propulsione mediatica di cui si è capaci. Di frame per screditare la Russia ce ne sono decine ma quello forse più efficace è stato: “Putin ammazza i giornalisti”. Semplice, chiaro, violento, diretto. Basta diffondere a mezzo stampa in ogni paese occidentale le false notizie dell’arresto o uccisione di alcuni giornalisti in Russia, senza però far mai ascoltare la versione della parte accusata. Automaticamente, le persone che ascoltano questo messaggio si fanno un’idea della Russia come una nazione non democratica, dove la libertà di stampa viene ostacolata da un governo corrotto, che tiene le redini con pugno di ferro arrivando anche a eliminare le voci scomode. Un altro frame servito a screditare il governo russo è sicuramente quello delle famigerate “Pussy Riot”. Questo gruppo di ragazze e ragazzi è finanziato non meno che da George Soros, il finanziere ultranovantenne, alfiere di certi gruppi di potere finanziaro mondialista. Le Pussy Riot incarnano la psicologia che le elites mondialiste vorrebbero instaurare nella mente di ogni ragazzo e ragazza occidentale. Le loro esibizioni infatti propagano esattamente quei valori utili al disorientamento sociale, allo sradicamento culturale e alla perdita di ogni riferimento identitario.  Gli spettacoli delle Pussy Riot consistono nel denudarsi in pubblico simulando atti sessuali espliciti. Il 21 febbraio 2012 le Pussy Riot eseguirono uno dei loro spettacoli durante la celebrazione di una messa ortodossa (assai più rigida di quella cattolica) producendo forte sdegno nell’opinione pubblica russa e causando il loro arresto. Tali gesti posson venir considerati assai discutibili da gran parte dell’opinione pubblica occidentali, ma in quel contesto vennero presentati dai media occidentali come strumento per abbattere il tiranno, quindi legittimati anche dalla nonna italiana col rosario nel comodino. Il risultato di quell’operazione mediatica fu doppiamente efficace: da un lato si mostrava la spietatezza del governo russo di fronte a una goliardata di simpatiche ragazze, dall’altra, il comportamento delle Pussy Riot venne metabolizzato dall’opinione pubblica occidentale come giusto e affine ai valori delle nostre società. Nelle quali ogni ideale etico-morale, ideologico o religioso deve essere abbattuto in quanto ostacolo alla morale neoliberista e globalista.

Tutti i massmedia occidentali più influenti sono società per azioni possedute da grandi gruppi finanziari e imprenditoriali, sui quali è impossibile esercitare un controllo democratico per ottenere un’informazione indipendente. Da ciò ne consegue che ogni cosa questi uomini e donne vogliano ficcarci in testa, hanno il pieno potere di farlo.

I più grandi grupi editoriali italiani sono completamente sotto il controllo di uomini e donne che ben rappresentano i gruppi di potere neoliberista che oggi governano l’Occidente. I due esempi più significativi possono essere rappresentati da Repubblica = Gruppo L’Espresso = Famiglia De Benedetti = Dinastia di ricchi uomini d’affari liberisti e neoliberisti. O La Stampa = FIAT = Famiglia Agnelli = Dinastia di industriali liberisti e neoliberisti.

Poi ci sono i dirigenti delle principali reti televisive pubbliche o private, i direttori di rete, i capi redazione e/o conduttori di prime serate. Alcuni sono indottrinati altri sono convinti da soli della visione neoliberista; frequentano più o meno assiduamente gli stessi circoli dei boss internazionali della finanza e dell’industria. Gli esempi principali sono Monica Maggioni, direttrice di RaiNews24, Lilli Gruber, Conduttrice e capo redattrice del programma di approfondimento politico di punta di la 7, Gianni Riotta, conduttore e caporedattore di numerosi programmi in diversi canali Rai. Oppure giornalisti, caporedattori e dirigenti che, pur non frequentando direttamente i salotti del Vero Potere, sono completamente allineati alla loro visione e a loro totalmente subordinati economicamente. Gli esempi principali sono Giovanni Floris e Corrado Formigli di La7 (Ora proprietà di Cairo, ma che ha ereditato l’impianto messo su Carlo De Benedetti, il precedente proprietario).

Infine ci sono i cosiddetti: “Opinion Leaders”, cioè personaggi famosi che riescono a influenzare il pensiero delle masse. La lista quà è molto lunga, va da Fabio Fazio a Marco Travaglio, da Peter Gomez a Roberto Saviano. Da Che Guevara a Madre Teresa, cantava uno dei principali esponenti di questa categoria.

Allora partiamo coi frame.

Quelli usati per quando la gente si fa delle domande su come giri il mondo

L’era contemporanea

1- Il Comunismo ha perso, il Capitalismo ha vinto.

2- Le ideologie sono morte, esistono solo più le leggi di mercato.

3- Questo, alla fine, è il migliore dei mondi possibili. Non c’è alternativa.

4- Indietro non si può tornare.

Attualità, Politica Internazionale

1- Putin cattivo, vuole la guerra.

2- Iran cattivo, vuole l’atomica.

3- Israele buona. Lanciano bombe al fosforo bianco sugli asili palestinesi ma, poveracci, ci sono morti in 6 milioni nei campi di concentramento… Alla fine che ci vuoi fare, è un problema che sembra non aver soluzione. Poi sono sempre gli arabi che gli attaccano per primi.

4- Gli Stati Uniti ci assomigliano, hanno una cultura simile alla nostra, ci hanno salvati dalla II Guerra Mondiale e vogliono esportare Democrazia.

5- Mondo arabo = (tendenzialmente) Fanatici integralisti

6- Siamo in troppi sul pianeta. Le risorse sono limitate.

Quando la gente si fa delle domande sul perchè l’economia non vada bene e sul perchè non ci sia ripresa.

1- La corruzione;

2- L’evasione fiscale;

3- La burocrazia;

4- Lo spreco di soldi pubblici;

La corruzione e l’evasione fiscale vengono generalmente presentati come fenomeni congeniti delle nazioni latine (es. Sud Europa). Problemi strutturali da cui non ce ne libereremo facilmente.

Quando il cittadino vuole capire come funziona l’economia. (Coincidono con i dogmi del Neoliberismo.)

1- Mercato più efficente perchè rincorre profitto quindi privatizzare tutto.

2- Lavoro è un costo che impedisce di tenere bassi i prezzi ed essere competitivi.

3- Stampare moneta = Inflazione

4- Debito pubblico = Zavorra ai piedi dei nostri figli e nipoti.

5- Le imprese private creano lavoro.

Per la distrazione di massa

Questi “frame” vengono usati in primo luogo per distrarre le masse dai problemi reali delle loro vite. Creando argomenti di discussione molto sentiti, che parlano alla pancia delle persone, le quali si accalorano nel sostenere le proprie tesi senza produrre alcuna critica costruttiva.

In secondo luogo vengono usati per destabilizzare la società, mettendone in discussione in valori tradizionali. Ridisegnando un perimetro valoriale nuovo dentro al quale ti ci devi identificare per forza se non vuoi essere escluso dal nuovo pensiero comune dominante, imposto dall’alto. Le nostre coscienze sono ora già diventate abbastanza flessibili, e le nostre menti abbastanza malleabili, da poter domani accettare stravolgimenti sociali ancora più grandi.

1- Immigrazione buona. Se dissenti sei insensibile alle tragedie umane/umanitarie. Se dici che bisognerebbe evitarle alla base, cioè fare in modo di evitare la nascita di fenomeni migratori, esprimendo quindi la volontà di ogni individuo di non voler dapprima abbandonare la propria terra prima ancora di voler essere accolto in un altra, vieni comunque etichettato come sopra.

2- Gay è bello, è progresso = Adozioni gay buone. Al contrario, Vaticano e Chiesa sono un branco di corrotti pedofili e ladri. Rappresentano un mondo vecchio che non ha più senso, fatto di ipocrisie, che deve crollare e crollerà presto. Chi prova a dissentire è un omofobo.

La religione, qualunque essa sia, è l’ultimo baluardo ideologico all’ascesa del Neoliberismo. Le idee sociali, di sinistra, sono già morte. Quando moriranno anche le idee sociali di carattere religioso ecco che vi si verrà a manifestare appieno la “Grande Società” di cui scriveva Hayek, dove l’individuo non sarà che un atomo dell’immensa società globale. Dove regna il volere del più ricco. E basta.

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