RACCONTI D’IDENTITA’ GLOBALE

 

Oggi più che mai, il confine fra immaginazione e realtà è alquanto labile.

Ecco piccole storie plausibili e futuribili della nostra identità globale, ovviamente accuratamente plasmata a tavolino.

Come suonano i Calibro 35,ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale”.

Buona lettura.

 

Maria è nata e vive a Roma da sempre, precaria da quasi sempre.

Il quartiere è anonimo, potrebbe essere ovunque. Camminando incontra chiunque, ogni angolo è un mondo a sè fra razze, lingue, culture. L’unica identità comune è il centro commerciale. E’ li che inconsapevolmente si ritrovano tutti, ma in orari diversi, quindi non si incontrano mai.

Fa volontariato in una associazione di mutuo soccorso, ma vorrebbe anche adoperarsi per cambiare le cose: “non solo aiutare individualmente chi ha bisogno, non solo rattoppare gli effetti di un qualcosa che arriva dall’alto”. Così dice, ma è delusa, disillusa e confusa: ha votato per un Sindaco che non c’è più, di un Comune che non esiste. A “Roma Capitale” decide tutto un commissario governativo di stanza in una regione che sta per essere eliminata, di cui Maria ha potuto scegliere solo il presidente, così come per il governo dello Stato. Anche se non può esprimersi da anni e pure l’ultimo è stato messo lì, nominato da altri per interessi di altri. Ormai le decisioni che contano sono comunitarie, ma fra Bruxelles, Francoforte e Washington.

Christian è solo un bambino e vive a Gaiole, ma si ritroverà a breve nel nuovo “Comune del Chianti Storico”. Formalmente è in provincia di Siena, che “non serve più”. E’ toscano, ma ancora per poco, perchè nascerà la “Regione Appenninica” (fusione di Toscana, Lazio e provincia di Viterbo). Sarà la nuova Italia!

Italia? Che ce ne facciamo già oggi dell’Italia? Presto avremo “gli Stati Uniti d’Europa”. Che però non ci sono ancora.

Ricapitolando, dove vive oggi Christian? In un Comune che ancora non esiste, di una provincia che di fatto non c’è più, in una regione che non c’è ancora, in un Paese che non conta più come tale, di uno Stato Europeo che ancora non c’è.

Christian è figlio della scienza, ha due papà. “Due babbi”, come dicono da quelle parti e come dice anche lui. Suo padre si è unito civilmente a Mario, ma sua mamma vive in California, di cui ancora forse non sa. Eppure babbo Saverio chiama Mario “mia moglie”, di cui si sente marito.
Alla scuola elementare ha tanti amichetti: Abdou, Elmahi, Radi, Alkina, Elona, Dimitru.
Tommaso è l’unico del posto, ma presto si trasferirà a Dusseldorf, dove il padre ha trovato finalmente lavoro. Quando arriverà il momento, magari anche Christian sarà costretto ad andare all’estero per cercare fortuna.

Abdou conosce il Marocco solo dai genitori, parla toscano.
Il fratello più grande è in simbiosi con la Play Station, si distrae solo per preparare la zucca di Halloween. Dolcetto o scherzetto?

I nonni sono rimasti in Africa, ma il loro villaggio è omai semivuoto: i giovani, le forze migliori, tutti verso nord. E i tanti che partiranno ancora, per bisogno. Verso nuove mete e nuovi miraggi. Senza mai più tornare. Compresi quei nipoti che non hanno mai visto.

Da sola, Maria riuscirà mai a cambiare le cose?

Da dove viene, dove andrà, ma soprattutto: chi è Christian? E Abdou?

“Cancellare l’appartenenza a un determinato territorio, e all’identità di gruppo che questo comporta, significa cancellare il Senso. Operazione di una violenza inaudita che nessuno scopo può giustificare” Ida Magli

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