Nel tempo dell’alienazione globale

Inizio la mia avventura con Vox Populi armato di molta speranza e determinazione.

E’ un esperienza triste e dolorosa, certamente comune a molti lettori, quella di vivere in un mondo che pare assuefatto alle menzogne di cui è nutrito. E’ doloroso sbattere contro le resistenze delle persone, che fanno di tutto pur di non uscire dalla zona di comfort delle loro esistenze, con le loro narrazioni coerenti, con la loro ricerca di identità e con la loro ricerca di tranquillità (borghese, si sarebbe detto un tempo). E’ triste constatare come la maggioranza delle persone, continui a non vedere la manipolazione e l’alienazione a cui è sottoposta, sforzandosi con tutta se stessa di diventare “massa”, di abdicare alla responsabilità e alla “presenza” del proprio Io, e perdersi nell’incoscienza di un “Noi” ben addestrato ad ubbidire.

Ancora, è doloroso rendersi conto che il male che vediamo intorno a noi, in minima parte è dovuto alla “malvagità” dell’individuo, molto di più dalla sua ignoranza, dalla sua incapacità di senso critico e dalla sua inerzia.

Così, per ogni individuo autenticamente malvagio e privo di scrupoli, esiste un esercito di “pecoroni ingenui”, che tuttavia sono ugualmente responsabili per le sciagure che contribuiscono a creare.

In questi giorni, in particolare, non si può non notare come la manipolazione mediatica stia agendo con tutto il suo zelo. Come sempre, quando si vuole coprire ciò di cui veramente importante sta accadendo, i giornali puntano sulla cronaca nera, che parla direttamente alla paura della gente, con il suo segreto sempre sottaciuto: “potrebbe capitare anche a te!”.

Si può star certi che se capita nel mondo qualcosa di veramente serio, che non si vuole diventi di dominio pubblico od oggetto di discussione, i giornali inizieranno la discussione di un “caso eclatante” avvenuto in qualche sconosciuta provincia italiana. Ciò è sommamente dannoso oltre che inutile. Per quanto tristi possano essere certe notizie e le sventure di qualche cittadino, la discussione di queste è totalmente inutile ed ha un unico effetto: diffondere la paura e ancor peggio la sfiducia verso il genere umano.

Eppure assistiamo anche oggi, mentre il mondo è realmente sulle soglie di un conflitto globale, alle discussioni “da bar” che affollano i giornali, le menti e i social network del nostro paese, a dimostrazione del fatto che non riusciamo a evitare questo “amo”, nel mare insidioso dell’alienazione globale.

Un altra manipolazione regna sui giornali di questi giorni e riguarda il Movimento 5 Stelle. Non intendo qui ripercorrerne tutta la storia, mi limito solo a sottolineare il fatto che, nonostante la buona volontà e sicura buona fede dei suoi sostenitori (che stanno, in rapporto al movimento, come i preti missionari stanno al Vaticano), il movimento si insinua purtroppo in un ottica di appoggio al sistema, proprio quando vorrebbe combatterlo. Mi spiego.

Agli analisti politici era cosa nota da tempo, che la farsa della politica pseudo democratica e parlamentare fosse sempre più evidente e che la gente stesse cominciando a stancarsi della presa in giro. In passato, la guida della manipolazione sociale, al capitolo “marketing politico” (sto ironizzando), era solito consigliare il cambio di nome del partito: stesse persone ma nuovo look.

Tuttavia, il momento era serio e necessitava di qualcosa di più, la scarsa affluenza ai seggi e la crescita del malcontento popolare lo dimostravano. Così, temendo che molti “pesciolini” uscissero dalle reti dei partiti classici, si è inventato questo grande movimento “rivoluzionario” nato sul “vaffanculo”, che ha avuto lo scopo, parlando alla pancia delle persone, di raccogliere tutti questi “pesciolini” ribelli, di raccoglierne l’energia trasformativa e farla implodere.

Tutte queste urla, gli insulti e poi… nulla, nonostante alle elezioni del 2013 il movimento avesse preso il 25%, ottenendo il diritto di entrare nel Governo e cercare di cambiare concretamente qualcosa.

Si lo so, “hanno rifiutato, il rimborso al partito”, direte voi. Convengo con voi che è un bel gesto e molto significativo, ma appunto è solo questo: un bel gesto. Un gesto non risolve i problemi di un paese. Un gesto non risolve le contraddizioni di un sistema economico. Un gesto non cancella l’alienazione globale. L’unico risultato politico del Movimento è stato, proprio nel 2013, la creazione, per la prima volta nella storia del nostro paese di un governo di larghissime intese, con la cosiddetta destra mano nella mano con la cosiddetta sinistra.

Pd e Pdl, insime al governo, chi l’avrebbe mai detto, uniti contro il nemico comune, la cosiddetta antipolitica. Non solo. Il Movimento 5 Stelle ha anche “occupato” nell’immaginario collettivo, il posto della protesta. Da una parte, agli animi tiepidi ha confermato la tesi rassicurante che è impossibile cambiare il sistema, a tutto vantaggio delle loro poltrone e del loro consumo inconsapevole.

Dall’altra parte, agli animi caldi ha limitato le possibilità di manovra, avendo condannato i movimenti alternativi a esigue minoranze, così esigue che, in virtù della prossima legge elettorale, avrebbero grandi difficoltà ad entrare nel luogo di “discussione” parlamentare.

Eppure oggi, lo stesso meccanismo si sta riproponendo e nessuno (o pochi, troppo pochi) se ne stanno accorgendo. A sempre più persone è infatti chiaro che la ragione principale dei nostri patimenti è la menomata Unione Europea (in particolare, la sua appendice di unione monetaria).

E’ sempre più evidente che l’Europa, trascinata controvoglia dal “genitore” americano, si sta dirigendo, come un bambino al primo giorno di scuola, verso un conflitto con la Russia. Conflitto, diciamolo, che all’Europa non serve affatto, anzi. Serve di più agli americani, non solo per un fatto di mera egemonia, ma anche per motivi economici e strategici: mettere fine ai sogni veramente rivoluzionari della nascita dell’ Eurasia e divenire il principale fornitore energetico del blocco EU. Così, con perfetto tempismo, mentre nascono su tutto il territorio italiano associazioni e movimenti che sostengono la fuoriuscita dal funesto euro, Grillo lancia la sua nuova battaglia: il referendum sull’euro.

Ora, visto che non sono degli sprovveduti, sanno benissimo che questo referendum non si può fare.

Per la legge italiana infatti, non si possono fare referendum abrogativi su trattati internazionali e l’unione monetaria europea, sancita dal trattato di Maastricht, rientra fra questi. Inoltre, tale referendum non è necessario, perché il Movimento ha già i numeri per fare una proposta di legge in tal senso, attraverso i suoi 162 parlamentari!

Quindi l’unico obiettivo di questa campagna è la solita vecchia storia: attirare tutti gli euroscettici, strapparli dai movimenti nascenti, esaurire la spinta di coloro che vogliono uscire dall’euro, per farla implodere nell’ennesimo nulla di fatto. Tuttavia, una nota di speranza giunge dalla Genova piegata ma non spezzata dall’alluvione.

Le accese critiche che, tuonanti come il temporale dei giorni precedenti, si è abbattuta su Grillo, gli inviti a “spalare il fango” invece di “far comizi”, simbolicamente rappresentano la voce di un popolo che si sta svegliando dall’ennesimo sogno di cambiamento.

La massa invece, ancora persa in quel sogno, esulterà ai comizi, presa dal furore dei decibel, riempirà le piazze si guarderà compiaciuta al bancone del bar e poi, come sempre, aspetterà davanti al televisore che il telegiornale annunci il cambiamento avvenuto. Tuttavia, come sempre, aspetterà invano.

Benvenuti nel tempo dell’ alienazione globale.

Umberto Del Noce

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