La vittoria più grande

La vittoria più grande del Neoliberismo è l’accettazione dei suoi principi da parte di coloro che da esso vengono oppressi.

Quando una ragazza di 20 anni che guadagna 800€ al mese, ed il suo stipendio è il secondo e ultimo di una famiglia di 5 persone, all’interno di un ufficio si schiera con il capo contro una sua pari, per tenersi stretto il suo posto di lavoro.. è perché lei accetta la sua condizione.

Il valore del lavoro, inteso come diritto fondamentale, lei non lo conosce.. nessuno glielo ha mai insegnato.

Perchè se lo conoscesse si schiererebbe con la sua collega contro il suo capo. Lei crede che il lavoro sia merce, che ti danno quello perché il mercato dice così, che chi ce l’ha è fortunato e deve tenerselo stretto, che è meglio pensare per te e guardare ai tuoi interessi…

L’accettazione di una propria condizione inferiore e subordinata ti lascia spazio solo alla competizione con i tuoi pari. Lei è nata negli anni ’90.

“….C’è chi si adatta ad essere un numero in più nella gigantesca borsa del potere; con cinismo percorre la scala orizzontale dello schiavo che è a sua volta padrone di altri schiavi. In cambio di una vita mortificata e delle briciole che il potere gli concede c’è chi si vende, si adatta, si arrende.

In qualunque parte del mondo ci sono schiavi che si dichiarano felici di esserlo; in qualunque parte del mondo ci sono uomini e donne che rinunciano alla propria umanità e vanno ad occupare un posto nel gigantesco mercato della dignità….” (Subcomandante Marcos)

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